Toglietemi tutto, non la focaccia genovese





Se sei di Genova e hai un appuntamento con un nutrizionista, l’unica cosa di cui ti importa, e che speri, è che dalla bocca del dottore non escano le seguenti parole: «devi smetterla di mangiare focaccia».
Ai genovesi puoi togliere tutto, non la focaccia (ovviamente potresti riscontrare problemi anche a togliere il pesto dalle abitudini liguri).

La focaccia per un genovese è come il morbido abbraccio della mamma quando da bambini si cade sbucciandosi le ginocchia. Sappiamo che possiamo trovarla in ogni panificio e in ogni bar. È sempre presente e pronta a tappare ogni buco nello stomaco e nell’anima.
C’è chi la preferisce unta e chi asciutta, chi alta e chi bassa, chi morbida e chi secca. Ognuno ha il suo panificio preferito e vedere battibeccare persone su quale sia il panificio più buono del quartiere non è cosa inusuale.
focaccia
La focaccia non è solo una sorta di pane piatto condito con olio d’oliva e sale ma è un piatto che ha sia una funzione sociale sia molteplici usi.

Colazione

Non avere paura, è la cosa più buona del mondo. Pucciare la focaccia, magari calda, in un bel caffè della moka o in un bel cappuccino al bar è la cosa più genovese che tu possa fare. E se pensi che il salato e unto non stia bene con i caffè, beh ti sbagli. Di solito provi la cucina dei posti esotici? Ecco se vieni a Genova devi, per forza, provare la nostra colazione.

Fugassa e Gianchettu

Focaccia e vino bianco. Aperitivo, merenda e anche colazione. Semplice, buono e da gustare in riva al mare. Sentirai odori e sapori mescolarsi alla perfezione.
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Merenda

Inutile dire che la focaccia sia la merenda preferita dai bambini e alla fine anche più sana di merendine e affini. Per gli adulti la focaccia è anche lo spuntino di mezzanotte. A Genova sono molti i panifici che fanno orario continuato anche la notte per permettere lo spuntino di ritorno da una serata con gli amici o in discoteca.



Aperitivo

Sempre semplice e veloce: due affettati con focaccia, magari tagliata a quadretti, e l’aperitivo è fatto. Con il vino bianco è la sua morte, l’abbiamo già detto. Ma per un aperitivo veloce la focaccia accompagna bene anche il rosso, la birra, un cocktail o anche una bibita. Sta bene con tutto, fidatevi.

Farcita

I soliti panini sono noiosi? Beh, falli con la focaccia. C’è chi taglia a metà la striscia di focaccia e chi invece farcisce due strisce diverse. Cotto e formaggio è la farcitura più classica, ma io personalmente trovo che col salame sia la morte sua. Se hai voglia di dolce prova a farcire la striscia di focaccia con la Nutella! Se non la hai mai provata non puoi capire.

Al posto del pane

Per un vero genovese la focaccia si mangia al posto del pane. Con la focaccia si fa tutto: scarpetta con il sugo, con l’olio dei pomodori, con il sughetto della carne, ci si mangia con il formaggio o, perché no, anche il tonno. Unica pecca? È un po’ più ricca di condimenti del pane quindi se siete a dieta non è molto indicata. Purtroppo.

Con le cipolle





Ecco. Gioia e dolori dell’essere umano genovese. La focaccia con le cipolle, per lo più amata e idolatrata, è la versione ancora più buona della focaccia normale – esistono anche altre tipi di focaccia come quella con le olive o con la salvia -. Con la focaccia con le cipolle si fanno esattamente tutte le cose che si fanno con quella normale: aperitivo, con il vino bianco, a tavola da usare come pane e pure a colazione, so che può sembrare disgustoso ma non lo è. E c’è pure chi la puccia nel cappuccino.

Nadia.

Una giornata all’Acquario di Genova

La prima volta che ci sono stata avevo sette/otto anni ed era poco dopo la sua apertura definitiva. Mi ricordo che ne ero stata entusiasta.

Non so se è nata li, non me lo ricordo proprio, o se era già una mia idea ma ho sempre voluto fare la biologa marina e quindi da allora, sarò stata all’Acquario di Genova una dozzina di volte. Era il regalo più bello per me e ci andavo ogni volta che nasceva un delfino, un pinguino, addirittura una piccola medusa, insomma ogni scusa era valida. L’ultima volta che avevo visitato l’Acquario di Genova risale al lontano 2004, poco prima dell’esame di maturità. Nella mia intera giornata di visita sono riuscita a giocare con i pinguini e a vedere per ben due volte dare da mangiare ai delfini.

Ci sono tornata più di un decennio dopo e sono rimasta, ancora una volta, sbalordita.

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Tranquilli, non pungono

Partiamo con le informazioni utili. Sì, l’Acquario costa, ma ne vale tutta la spesa. Per gli adulti sono 24€, per i ragazzi 15 e i bambini fino a tre anni entrano gratis. Ci sono numerosi sconti e riduzioni ed è possibile scegliere tra molteplici percorsi e biglietti ad hoc (che potete trovare sul sito ufficiale dell’Acquario). Una cosa poco risaputa è che per noi abitanti di Genova e provincia il mercoledì pomeriggio dalle 14.30 si paga solamente 12€ (presentarsi con documento).

La visita standard dura indicativamente 2 ore e mezza – io non ci sono mai rimasta meno di quattro ore.




All’entrata un’enorme salone mostra la flora e la fauna del molo antico e un’enorme planisfero vi farà vedere quanto sono profondi gli abissi oceanici.

Non ci sono più le grosse vasche cilindriche con le meduse – che da bambina adoravo – ma di quel tipo di vasca n’è rimasta solo una; quella della scogliera rocciosa del mediterraneo. Attenzione alle murene!

Dopo i cavallucci marini arriviamo alla vasca con i lamantini. Sono animali stupendi, enormi e mangiano lattuga da mattina a sera. C’è anche il cucciolo, nato il 10 settembre 2015, che potreste vedere nuotare assieme alla mamma.

Tutte le vasche sono belle ma ovviamente pinguini, foche, delfini e squali vincono su tutte le altre. Le foche non fanno altro che giocare e mettersi in mostra, un po’ come i pinguini che puoi guardare sia mentre nuotano, agili e veloci come dei siluri, sia mentre si muovono goffamente sulla terra ferma.

Ah, portate i bambini. Si divertono, giocano, imparano e soprattutto sviluppano la fantasia. I piranha, per via delle scaglie iridescenti e brillanti, sono diventati per una bambina pesci da sera.

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I piranha, pesci da sera

Il nuovo padiglione cetacei, aggiunto nel 2013, è meraviglioso. Potete guardare i delfini sia dall’alto della vasca, quindi vedere quando gli danno da mangiare e li controllano, sia da sotto mentre nuotano. Esiste anche la nursery dove si possono ammirare mamma Luna e il cucciolo nato ad agosto 2015. Sì, potete scoprire i nomi dei delfini e anche provare a riconoscerli grazie a una splendida teca informativa dove sono visualizzate le pinne di tutti i delfini presenti e grazie alle quali potete riconoscerli. Per ogni delfino sono indicati nome, data di nascita, origine e di chi è mamma o papà o figlio. Ci sono delfini più vecchi di me.

L’unico animale che si può toccare è la razza. La vasca è bassa e vi si possono immergere le mani per toccare le razze che non sembrano per niente spaventate dai visitatori. La sensazioni è strana, è viscida e ruvida allo stesso tempo, sembra un muro a buccia d’arancia molto marcata, ma viscido.

Ci sarebbero pagine e pagine da scrivere sulla bellezza dell’acquario e sulla bellezza delle sue vasche: quella ultra colorata con la barriera corallina, la sala delle meduse, tutta la parte con gli animale del Madagascar, le vasche del mar mediterraneo e del mar rosso.

Insomma è una visita che vale il costo e il viaggio, quindi se passate da Genova vi consiglio di andarci oppure, perchè no, usate l’acquario come scusa per visitare Genova.

Nadia.